venerdì, dicembre 25 - commenti


CharisHarker - 13:56
In: annunci

boh?
martedì, novembre 24 - commenti (3)

Sono talmente incasinata che avrei voglia di spararmi in testa e provare a leggere le cervella come le maghe coi fondi di the. Ah, avrei anche voglia di the. Essenzialmente non ho più voglia di scrivere su questo blog, come avrete capito, o quantomeno di scriverci come facevo prima. Yeah, things are changed. News… First! Guardate qui… non notate nessun nome noto? Dai che ci potete arrivare anche senza aiutino XD. Me felicissima. Non è un vero e proprio libro ma sono contentissima uguale, come primo passo non mi sembra affatto male… Considerato poi che i racconti del libro che ho letto fin’ora erano immensamente meglio di una porcata-raccolta di racconti noir spacciata in libreria come la sintesi der mejo der mejo!
On. Ho una fottutissima di rivedere Utena. Off.
Per il resto, sto riorganizzando il mio sito di storie e spero di mettere su la nuova versione tra breve, intanto ho aggiornato DA con le foto di questa estate e nel frattempo aspetto la reflex che riceverò per Natale *sbav*.
Nel frattempo divento matta con l’handmade e col fatto che ho poco tempo da dedicargli… Ho aperto un nuovo blog, dedicato a questo mio nuovo (mica tanto XD) hobby!
Se vi va fate un giro anche qui, è il forum di hand made che frequento ed è pieno di gente veramente stupenda (ovvio, ci sono anche io XD *lol*)!
Va bene, sparisco.
A-Dios.

CharisHarker - 21:05
In: annunci, scleri vita vissuta o quasi, diciassette anni

my killer, my lover
giovedì, ottobre 29 - commenti (3)

E fanno giri di beneficenza nei manicomi,
per compiacersi di essere sani.
 
È che ho appena finito di leggere Seta di Baricco. Attese e ritorni. Ci sono quei momenti dove tutto ti sembra diverso e il tempo scorre al contrario. Mi risuona nella testa un verso degli Afterhours. “Quando tornerai io sarò già via.” La malinconia è uno stillicidio di foglie morte negli occhi. Rossetto rosso sulle labbra, spalmato con cura con gesti che si fingono adulti. Battle for the sun nelle orecchie, quando arriverai io non ti sentirò. E spero così di ingannare l’attesa.

CharisHarker - 16:08
In: scleri vita vissuta o quasi, diciassette anni

domenica, ottobre 04 - commenti (5)

Sofia Virginia Lorenzo.

CharisHarker - 10:48
In: diciassette anni

viaggiare per non tornare mai più!
lunedì, settembre 28 - commenti (3)

L’altro giorno alla radio c’era una trasmissione dove parlavano del viaggio. No, non di viaggi, bensì del viaggio in sé, del senso di essere viaggiatori. Ad un certo punto l’immancabile telefonata dell’ascoltatore, a cui gli speakers si appellavano col titolo di “viaggiatore”. D’improvviso tutto era sbagliato. Quell’uomo non era un viaggiare, pochissimi di noi, povera razza umana, lo sono veramente. Con la retorica di una ottogenaria, “non ci sono più i viaggi di una volta”. Non sono viaggi le nostre gite prepagate con percorso tracciato, tour operator e in tasca il biglietto di andata+ritorno, con l’ambasciata, coi vaccini, con il navigatore satellitare, con Google Earth. Viaggio è senza meta, viaggio senza ritorno è fuga o esilio. Viaggio è brivido, brivido dell’ignoto, viaggio è buio e rinascita, trasformazione, tempo che passa. Noi non viaggiamo più. Noi facciamo circospetti giretti all’infuori dai nostri territori marcati con benessere e stabilità, dove subito torniamo come lumache nel loro guscio. Noi visitiamo ed ammiriamo, ci divertiamo e fotografiamo. Non fraintendetemi, è quello che faccio anche io e lo adoro. Ma i viaggiatori esistevano una volta, quando partitivi senza sapere la data di ritorno con tanto di minuti e secondi, quando partivi e dovevi stamparti in testa i volti delle persone che lasciavi perché al ritorno non eri sicuro che sarebbero stati gli stessi, quando partivi con mappe approssimative e vaghe notizie, alcune spesso terribili, quando c’erano briganti, malattie, naufragi. Quando viaggiare voleva dire perdersi per non ritrovarsi più gli stessi. E forse è per questo che abbiamo ancora quel brivido, tra la folla che cammina di una città straniera, tra i vicoli affollati di persone e di storia, tra i segnali stradali e le grida in tutte le lingue, il brivido, la voglia segreta di perdersi, di non ritrovare più la strada del ritorno.
 
 
PS: Sono così stufa di parlare di me. Penso che questo blog cambierà orientamento.
PPS: Sono terribilmente dilaniata. Guardo Higurashi no naku koro ni oppure finisco di leggere Uomini che odiano le donne? Maledetti thriller.

CharisHarker - 20:23
In: scleri vita vissuta o quasi, diciassette anni

martedì, settembre 15 - commenti (1)

Strappa le viscere e io non ci posso fare niente. é un amo che tira, tira, ed io sto per soffocare. Voglio solo che passi. Passa ti prego. Spezzati. Unisciti. Ma smetti di tirare così tanto, cara la mia nostalgia. Dolore del ritorno. Voglio tornare lì dove tutto è perfetto. Con te.

CharisHarker - 20:10
In: scleri vita vissuta o quasi, diciassette anni

Gib mir Benzin
lunedì, settembre 14 - commenti (1)

Sovraesposizione, sovraesposizione. E se gli arconti cadessero? Odio il mio banco. Nuvole bianche, giornate grigie. Frets on Fire non è male. Mi serve un’idea idea idea mi serve una fottuta idea entro il 20. 5 giorni per salvarmi la vita. Ho bisogno di un desiderio dopo l’altro. Promessa. Dye ‘em black!. Sonno. E se non riuscissimo a tornare alla luce? Sovraesposizione, LOMO, odio quell’effetto. Sovraesposta, macchia nera, sensibilità regolata male. Sono una macchina fotografica rotta. Sorriso alla varechina, scivola veleno dentro fuori, sorriso artificiale denti che non fanno male. Was sie will bekommt sie auch. Amo tutto questo. Sorriso alla Greil. Watashiwa Eru desu! Perché siete tutti lontani? Perché sono sola come una macchia di petrolio in mezzo all’oceano? Benzin! Kein Heroin kein Alkohol kein Nikotin Brauch keine Hilfe Kein Koffein Doch Dynamit und Terpentin! Lasciami nuotare nella benzina. Amo tutto questo (L). Strana sensazione, la felicità.

CharisHarker - 18:47
In: scleri vita vissuta o quasi, diciassette anni

...
mercoledì, agosto 12 - commenti (3)

Dovesse anche fare un male da morire è vivere che voglio. Ce la farò, vero?
- Alessandro Baricco -

CharisHarker - 11:53
In: scleri vita vissuta o quasi, diciassette anni

mia piccola elettroshock
domenica, luglio 19 - commenti (20)

Qual è il problema, ho troppe parole o troppe poche?
E la Vita va veloce, e io a starle dietro.

CharisHarker - 10:30
In: scleri vita vissuta o quasi, diciassette anni

look to the stars... let hope burn in your eyes
giovedì, giugno 25 - commenti (12)

Sto seduta sulla poltrona mani sulla tastiera appendice del mio computer (non sono morta, no). Un vento freddo e nuvole basse e grigie mi avvolgono con una carezza invernale che non passa via. Ho il cuore che scoppia. Ancora una volta. Sono successe tante cose, come sempre d’altronde, ma a non scriverle per tanto tempo si accumulano, ti guardi indietro e cerchi quella che sei ora nei tuoi ricordi e non ti trovi. Io non mi trovo più nei miei ricordi, non mi ci sono mai trovata. I giorni passano, ancora due e tu tornerai. Io intanto aspetto che anche questa me muoia. Sono felice di festeggiare funerali a me stessa. O forse sono felice punto e basta.
Ma cerco di andare in ordine cronologico. Punto primo: qualcuno (il Grande Burattinaio? Il caso? Il fato?) ha preso il mio orizzonte e l’ha girato di un bel po’ di gradi. In parole povere: sono stata costretta (?) a fare un grande cambiamento di prospettiva in campo amicizie. Cosa devo dire? Non siete più pezzi di un puzzle che teneva insieme la mia vita, non lo siete forse mai stati ed io ero stupida ed ingenua quando cercavo di comporlo… Ora siete pezzi del mio cuore. C’è più amore e più solitudine. Vi amo di più proprio mentre mi sto allontanando. Prendo le distanze, è inevitabile. O forse sarebbe più giusto dire che mentre prendo le distanze col corpo, col cuore vi sto più vicina che posso. Sì. È così.
Punto secondo: andrò a Praga. Con Lucio. Per 5 giorni. Potrò dormire con lui e svegliarmi con lui e vivere con lui per 5 stupidi stupendi giorni per una città che ho sempre desiderato tantissimo visitare. Praticamente realizzo non so quanti desideri in un colpo solo! Non so dire quanto sono felice.
Punto terzo: mi è tornata la vena creativa-scrittura. Il reale problema in questi mesi (un anno?), per cui non ho scritto praticamente nulla, è che avevo una dannatissima paura del foglio bianco. La mia mente si è sviluppata sempre più verso delle “visioni” cinematografiche, e per giunta ho una dannatissima memoria fotografica. Io vedevo le mie scene. Vedevo tutto, colori sapori odori sensazioni. E non sapevo come riportarli su carta, le parole non mi stavano dietro. Ma siccome darmi al cinema mi sembra vagamente folle et impossibile, e la scrittura è una delle mie ragioni per vivere, non sapevo come risolvere. Ora che sono in estate, più rilassata e tranquilla, le scene dentro la mia testa si moltiplicano e mi soffocano. Dovevo scrivere. Così ieri ho iniziato il terzo capitolo di Tredici Autunni. Sì, senza neanche aver finito di ricopiare al computer e sistemare il secondo. Mi sento traboccare di parole, la prendo come una sfida: riuscire a far vedere a chi mi legge le stesse cose che ho visto io. Riuscire a far vivere su carta quello che so io, che c’è dentro la mia testa. Adesso è la mia sfida.
Poi, immagino sia successo molto altro. Per esempio giorno dopo giorno è sempre più facile resistere all’ossessione di Lei (sì, perché nel frattempo ci sono anche ricaduta in pieno). Il suo ricordo (no, non è un ricordo. È un chiodo dentro il cervello, è un’ossessione, è diverso) svanisce lentamente e fa sempre meno presa sulla mia mente, sui miei nervi. Fragili come fili di cartapesta. Poi, sono usciti i tabelloni e sono stata promossa con una media del 9,27. Una parte di me la schifa, una parte di me è contenta, comunque penso che se non ho il massimo non sono contenta quindi qualsiasi altra cosa in meno mi avrebbe depresso, e allora va bene così. E devo essere come acqua fluida. Devo essere il vento.
Ne parlavo l’altra sera su msn con una mia carissima amica. Di dolore e di solitudine. Io non sono mai stata in grado di sopprimere il dolore. Sono sempre scappata. Io penso che il dolore sia qualcosa di invincibile, a meno che vengano meno le cause che lo hanno provocato. Penso che le uniche due cose da fare siano o abbandonarsi ad esso o scappare il più forte che si può (e tanto, prima o poi, ti riprende sempre). Siamo state d’accordo nel pensare che il dolore è gravità. Qualcosa che ti schiaccia a terra. Riuscirò a sfuggirgli? Riuscirò a vagare per uno spazio infinito e libero? Tu pensi di sì, pensi che si possa fare. Io voglio crederti.
Sì, aspetto che questa me muoia e ne nasca una più forte.
A presto.

CharisHarker - 12:25
In: scleri vita vissuta o quasi, diciassette anni

 

essence;

Charis Harker, o più semplicemente Giulia-ma-chiamami-Lia. Incoerente, innamorata. Devota per sempre al Dio Sarcasmo e alla Dea Bellezza. Macabra, infantile, vanitosa, egoista, dandy. Video meliora proboque, deteriora sequor. Perfezionista. Ffffolle creatura! Sbagliata. Io non tremo, è solo un po’ di me che se ne va. Colorito vampirico, kajal, burrocacao alla ciliegia, nero e bianco, occhi spalancati, smalto scuro e troppe cose da dire, troppe cose di cui ridere. La sua più grande aspirazione è sposare Trent Reznor, con Nico e MM a farle da testimoni, oppure fare il bagno nei Martini come Dita von Teese. Anche tu mi ucciderai, un rasoio inciderà le mie vene. Un unico grande amore (Lucius) e un’unica religione (scrivere). Eppure sono ordito, trama e stoffa: seta! Padrona di oscuri incantesimi che iniziano spesso e volentieri con la frase “Bela Lugosi is Dead”. Gotico, liberty, preraffaelitismo. The only thing that works for me, help me get away from myself! Un morente inno alla vita. Musica, poesia, fotografie, risate, troppe parole. Scrittrice di storie aaaangst-vampiriche e drabble suicidici. Io, persino io, riesco a fare il morto. Concubina di Aro dei Volturi. Nausea esistenziale. Se nelle notti di luna piena sentite una vocetta con l’erremoscia che canticchia Stairway to heaven (Heaven to stairway a buying is she!) al contrario, è lei. Sacerdotessa dei Piccioni (pruu!). Innamorata di tante troppe cose, schifata da altrettante. Dedita al culto di oscuri atque osceni dei, quali: Pollon, Lou Reed, Peter Murphy, Cip e Ciop, il divino God of Sex Lucius Malfoy, il Duca Bianco, Victor van Dort. Everything is vanity is what she said, my sweet sweet love. Decadente, forse. Sempre sull’orlo di una rivoluzione, il più delle volte contro se stessa. Accorgersi di vivere nell’estasi.

the blog;

neighborhood;

whispers;